Amata e odiata sigaretta elettronica. Ma fa male o no?

La sigaretta elettronica somiglia a quella tradizionale, ma assicura di non provocare gli stessi danni. Anzi, promette di aiutare chi ha il vizio del fumo a smettere di fumare. Da quando è arrivata sul mercato, ma soprattutto negli ultimi tempi, attorno alle sigarette elettroniche si sono accesi dibattiti e discussioni: sulla sua efficacia reale e sulla possibilità che faccia male alla salute.

Al momento, gli esperti sono divisi perché non esiste ovviamente una letteratura scientifica al riguardo (l’introduzione della sigaretta elettronica è troppo recente). Nell’incertezza, il ministero della Salute ne ha vietato la vendita ai minori di 18 anni. E il Consiglio superiore di sanità ne suggerisce il divieto nei luoghi pubblici. Ma i fumatori adulti cosa devono aspettarsi? Cerchiamo di fare chiarezza.

I rischi per la salute

A seconda dei modelli la sigaretta elettronica assicura da 70 a 150 tiri. L’atomizzatore produce il vapore che, passando per la cartuccia, si arricchisce di sapore e gusto in base all’aroma scelto. Ma non si fuma solo vapore acqueo. Uno studio dell´università di Atene che è stato presentato al meeting della European Respiratory Society (Ers)  ha controvertito i dati confortanti  arrivati dal congresso della Società europea di cardiologia su questi dispositivi e avverte: “le sigarette elettroniche possono essere dannose per i polmoni”. Nello studio, che ha voluto affrontare la questione degli effetti a breve termine delle sigarette elettroniche, su persone diverse ha coinvolto 8 individui che non avevano mai fumato e 24 tabagisti, di cui 11 con funzione polmonare normale e 13 con Broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco) o asma. Ogni volontario ha utilizzato una sigaretta elettronica per 10 minuti. I ricercatori greci hanno poi misurato l´aumento della resistenza delle vie aeree (broncocostrizione) mediante una serie di test, compreso quello spirometrico.

I risultati? Nei soggetti sani, c´è stato un aumento statisticamente significativo della resistenza delle vie aeree in media del 182-206%, che perdura per 10 minuti. Nei fumatori con spirometria normale, l´aumento è risultato in media pari a +176-220%. Non è stato registrato nessun effetto nei soggetti con asma e con bronchite cronica, perché hanno già una condizione di restringimento bronchiale.

Fonte: www.staibene.it