Media e Minori: il Comitato a tutela dei più piccoli viene smantellato

C’era una volta un baluardo contro la tv spazzatura a tutela dei più piccoli, ora è come se non esistesse più.

Il Comitato Media e Minori viene smantellato, le lavoratrici licenziate, il Codice “aggiornato” sentendo solo gli interessi delle emittenti e tagliando fuori i rappresentanti degli utenti e spettatori.

Si dirà “finalmente si buttano giù i baracconi pubblici inutili” e invece…una volta tanto questa era una realtà utile, e finanziata con soldi privati, quelli delle emittenti che traggono lauti profitti dalle concessioni ottenute.

Quindi nessun taglio da spending review, ma invece una forte battuta d’arresto nella tutela dei diritti dei minori.

Il nuovo corso deciso dal neo-Presidente si era già capito quando il 4 marzo 2014, aveva riunito il tavolo tecnico per la riscrittura del Codice Media e Minori,  convocando solo i rappresentanti delle emittenti televisive, tagliando fuori le associazioni degli utenti, delle famiglie e le Istituzioni  (Agcom e Ministero) e nella sede di Confindustria Radio Televisione alla faccia della tutela degli spettatori!

Ma forse Agcom ritiene di aver già fatto il “suo dovere” con la delibera n. 51/13/CSP “Regolamento in materia di accorgimenti tecnici da adottare per l’esclusione della visione e dell’ascolto da parte dei minori di trasmissioni rese disponibili dai fornitori di servizi di media audiovisivi a richiesta che possono nuocere gravemente allo sviluppo fisico, mentale e morale”.

Dunque sei tu famiglia che devi preoccuparti di attivare il Parental Control “…le famiglie hanno il telecomando, che lo usino….” come si è detto ad un recente convegno sul tema ad Alessandria.

Ma la fascia protetta rafforzata, la segnaletica, i bollini, non nascevano proprio a protezione di quelle categorie di famiglie meno sensibilizzate al tema, i cui figli quindi erano i più a rischio e i più esposti?

E se sono una persona anziana e non sono in grado di attivarlo, ma in casa ho dei nipotini?

Soprattutto Agcom non si crea il problema dei criteri di valutazione. L’Emittente televisiva, in base a cosa valuta se un prodotto televisivo è adatto ai 4, ai 12 o ai 14 anni? Sarà questa la nuova autoregolamentazione?