Privacy e Diritti Civili

Privacy, profilazione degli utenti e tutela del consumatore on line

In rete vi sono numerosi “data base” che contengono dei profili parziali e incompleti dei consumatori. Essi considerando solo alcuni aspetti utili per il direct marketing, espongono il consumatore al rischio di danni e pregiudizi derivanti dall’errata rappresentazione della propria identità personale o professionale.
Un caso esemplificativo è quello del data base dei ritardi di pagamenti di un rapporto consumo, privo delle informazioni sulle ragionevoli motivazioni dei ritardi (come l’esistenza di contestazioni). In questo caso, il profilo non è errato, ma è parziale e fa ritenere il consumatore non affidabile finanziariamente e non puntuale negli adempimenti.
Attualmente il “Codice di buona condotta” dei Sic (sistemi di informazioni creditizie) gestiti da privati, prevede che non si possa trattare i dati per altri fini (ad es. pubblicitari, o di vendita diretta).
Il Garante della Privacy (23.12.04) ha confermato che i Sic devono trattare dati solo sul vero e proprio “rischio creditizio”, non contenere informazioni su bollette non pagate, o contratti di telefonia in esecuzione, in quanto tale trattamento non è pertinente, è illecito e deve essere sospeso (ed i dati cancellati).

Comunicazioni elettroniche non sollecitate (“spamming”)

Uno dei fenomeni che attualmente ledono maggiormente i diritti e gli interessi dei consumatori sono le comunicazioni commerciali non sollecitate (c.d. “spamming”). L’illiceità del fenomeno consiste nel carattere indesiderato e non sollecitato delle comunicazioni commerciali, non certamente nell’uso di strumenti elettronici per fini promozionali. Lo spamming, dunque, è solo quello del sistema promozionale sorretto e illecito, che invia messaggi indesiderati e non sollecitati, allo scopo di promuovere la vendita di beni e servizi.
Il fenomeno lede i diritti e gli interessi dei consumatori sotto diversi profili. Lo stesso utilizzo dell’indirizzo e-mail per una comunicazione commerciale non sollecitata rappresenta una violazione del diritto alla privacy. Inoltre, il consumatore può subire dei costi di connessioni, abusi ai propri strumenti informatici ed alla loro connettività, nonché delle notevoli e reiterate perdite di tempo.
Lo spamming è fonte di responsabilità per diversi soggetti (lo spammer, l’internet service provider, i terzi che raccolgono e compravendono i dati con gli indirizzi e-mail, etc.).
Quadro normativo

Il quadro normativo nazionale discende dalle seguenti tre discipline:
– il trattamento dei dati personali, di cui al D.Lgs n. 196/03 (c.d. “Codice della Privacy”);
– i contratti a distanza, di cui al Codice dei Consumatori;
– la Direttiva sul commercio elettronico, attuata dal D.Lgs. n. 70/03.

Responsabilità e rimedi risarcitori

In questo ambito, l’attività dell’Associazione è principalmente rivolta a tutelare i consumatori individuando le responsabilità degli operatori professionali, i rimedi risarcitori e gli strumenti amministrativi e giudiziali a disposizione del consumatore, che ha subito un pregiudizio dall’attività di profilazione di terzi o di spamming.